PROLOGO




2005

Intro

 

 



Non avrei mai pensato, neppure nei giorni più deliranti, che un giorno Eros Ramazzotti mi chiedesse di raccontare la sua vita. Eppure è andata proprio così. Come sempre, tutto è cominciato per una serie di coincidenze. Un paio di anni fa, dopo una cena con amici a casa mia, passa a trovarci Luca Scarpa, tastierista professionista, da anni in tour con Eros e Fiorella Mannoia. Ci siamo simpatici, ci vediamo in altre occasioni volanti, e una volta che suona con Eros a Torino mi lascia due biglietti per lo spettacolo. Io penso bene di presentarmi al concerto con la mia amica Bubu e una copia di Instant love (ogni scusa è buona). Scarpa mi fa consegnare il romanzo a Bruno Bugiani, il personal manager, che però preferisce lo consegni direttamente io a Eros. Mi fornisce immediatamente di Pass-Backstage-All-Areas (roba da masturbarsi solo a pronunciarle, ’ste parole) e mi dà appuntamento a dopo lo show.
Ricordo ancora quanto fossi intimidito per la quantità di controlli e di persone dietro le quinte.
Eros mi ha accolto sorridente, colpito dal fatto che una delle sue canzoni, “Cose della vita”, fosse nella “colonna sonora” del libro (ogni capitolo di Instant love ha il titolo di un brano musicale). Ha letto con attenzione la dedica, e mi ha salutato dicendo: “Allora passa a trovarci di nuovo”.
E’ trascorso più di un anno da quando il suo management mi ha ricontattato. Dopo un ventennio sulla cresta dell’onda, Eros voleva rifare il punto sulla sua esistenza – reale e musicale – e desiderava uno sguardo diverso da quello di un giornalista. Per cui gli sono venuto in mente io (non ha pensato né a Follett né a De Carlo, ma a ME!!!).
Scrivere “Lo giuro” è stata un’esperienza di vita, non solo di scrittura. Sono entrato in un mondo che non conoscevo di cui ho visto il glitter e le crepe, i vantaggi e i prezzi da pagare. Per più di due mesi Eros mi ha reso partecipe delle sue vicende, facendomi sedere accanto a lui al ristorante, lasciandomi assistere mentre registrava il nuovo disco, portandomi in giro per il mondo nei suoi trasferimenti “musicali”, aprendo cassetti della memoria rimasti silenti per troppo tempo.Ho cercato di trasferire questo bagaglio di emozioni in un racconto che ha molto di Eros, ma un po’ anche di me. Eros mi ha lasciato carta bianca su come scrivere e cosa dire.
Ho dato il massimo per far emergere come realmente è, con le sue luci e le sue ombre, i musi lunghi e le battute disarmanti. E con la sua voce inconfondibile. Spero che avrete voglia di ascoltarla anche sulla pagina scritta.
LB